Infiammazione cronica da cibo

Per contrastare i disturbi connessi all' infiammazione da cibo (gonfiori, meteorismo, flatulenze, defecazioni frequenti, eritemi, dermatiti, acne, psoriasi e altro) è bene valutare le proprie abitudini alimentari e riconsiderare la qualità degli alimenti

L’infiammazione è considerata in generale un fenomeno di controllo e di guarigione limitato nel tempo.

I segni dell’infiammazione tipici come il rubor, tumor, dolor, e functio lesa sono finalizzati a portare i macrofagi e altre cellule riparatrici per ricostruire e riparare il danno in brevissimo tempo. Questa forma di infiammazione non andrebbe combattuta o interrotta con farmaci che ne interrompano l’efficacia in quanto l’infiammazione è in primis un fenomeno riparativo e curativo.

Molto diversa è l’infiammazione cronica diffusa, determinata da esposizione continuata ad inquinanti, veleni, tossine o dall’assunzione ripetuta di alimenti sempre uguali cioè presentanti gli stessi allergeni. I sintomi sono spesso simili a quelli delle allergie, causando un forte segnale di alterazione del sistema immunitario, arrestando anche il processo di dimagrimento in seguito ad un’alterazione del segnale legato alla leptina. Se le cause che portano allo scatenamento del processo infiammatorio continuano ad agire si impedisce all’organismo una piena risoluzione del problema. Ma se il problema dell’infiammazione è provocato da una ripetuta e continua esposizione ad una sostanza o alimento l’infiammazione potrebbe rimanere elevata e diventare cronica degenerando in disturbi o malattie peggiori.

Per saperne di più leggete il bellissimo libro: " Food Sensitivity" di Lyda Bottino e Luca Speciani Edziioni Correre, 2017.

Per maggiori informazioni potete contattarmi al 3392444936 oppure compilare il form su CONTATTI o scrivere a nutrizionistatorinonet@gmail.com

l'infiammazione è responsabile del sovrappeso?

Quando si parla di intolleranze entriamo in un argomento che molto spesso crea confusione.

Ciò è dovuto in parte al fatto che la medicina ufficiale utilizza il termine di "intolleranza" applicato al lattosio e al glutine. Il resto, se non è allergia, non viene ufficialmente riconosciuto.

L' allergia è una risposta immunitaria dose-dipendente, che è mediata dalla produzione delle immunoglobuline della classe E (IgE), l'intolleranza, invece, non è altro che una risposta infiammatoria generale che l'organismo attiva come reazione allo stress determinato dall'assunzione di quantità crescenti e/o elevate ma spesso frequenti di uno stesso alimento. Questa situazione, che prende il nome di infiammazione latente o infiammazione minima persistente , è in grado di promuovere tutte le tipologie di infiammazione dell'organismo, come emicrania, allergie, gastriti, dolori articolari.

Inoltre, le cattive abitudini alimentari sono in grado di provocare reali disturbi digestivi, che molto frequentemente ed erroneamente vengono scambiati per problemi di intolleranza nei confronti di alcuni particolari alimenti.

Tuttavia, In certi casi, gli alimenti hanno la capacità di creare dei veri e propri disturbi attraverso meccanismi non del tutto chiari e compresi.

Come si instaurano le food sensitivity?

Esistono alcune situazioni che favoriscono l’insorgenza delle food sensitivity:

-una condizione di stress emotivo protratto nel tempo riduce la capacità digestiva e indebolisce il sistema immunitario

-un uso prolungato di antibiotici limita le funzioni di barriera e filtro esercitati dalla flora batterica intestinale;

-un consumo assiduo di alimenti industriali raffinati (cereali e farina raffinata, latte a lunga conservazione, oli vegetali estratti con solventi,ecc);

-un’ alimentazione fondata principalmente su cibi non biologici, contaminati da pesticidi, erbicidi, fertilizzanti, contenenti additivi, conservanti, coloranti, edulcoranti e aromi;

-una alimentazione monotona, con un limitato contenuto di frutta e verdura (meno di 700gr al giorno) e con un basso consumo di legumi e cereali integrali (meno di tre volte per settimana).

Gli alimenti trattati chimicamente  causano due problemi:

1) l'introduzione di sostanze estranee all'organismo spesso costituite da scorie tossiche che il nostro corpo non riconosce come proprie e quindi le considera come degli antigeni;

2) i vegetali, spesso cresciuti con l'uso di concimi chimici, diserbanti, ecc sono meno resistenti alle avversità, quindi più poveri in antiossidanti, come vitamine, oligoelementi, flavonoidi. Si tratta di sostanze invece fondamentali nell'attivazione del sistema immunitario (reazione immediata di difesa), per il mantenimento di un'efficente flora batterica intestinale e per la detossificazione del fegato.

Le manipolazioni dei nostri alimenti riducono in minima o larga parte il contenuto in minerali e vitamine, fibre. Infatti, con la raffinazione dei cereali (frumento, riso, mais, ecc) si perdono fibre, magnesio e ferro, vitamine del gruppo B, vitamina E e acidi grassi essenziali e proteine.

Con la pastorizzazione del latte si perdono preziosi enzimi fondamentali per la digeribilità e la scrematura comporta anche la perdita della vitamina E, A, K e D.

Questa situazione di malnutrizione è responsabile della riduzione della capacità digestiva, della lentezza digestiva e dei gonfiori addominali.

I disturbi possono riguardare l'intestino (gonfiori diarrea, sindrome del colon irritabile, gastrite), il sistema respiratorio (sinusiti, bronchiti, faringiti, infezioni ripetute, asma), la pelle (eczema, orticaria dermatiti, psoriasi), il sistema nervoso (mal di testa, difficoltà di concentrazione, sindrome da stanchezza cronica, insonnia), quello genito-urinario (cistiti, vaginiti, candidosi) e quello muscolare (dolori articolari e muscolari, crampi, artrite). È come se l'introduzione di un alimento verso il quale si è ipersensibili si traducesse in un lento avvelenamento dell'organismo con sintomi difficili da interpretare. I latticini per esempio danno più frequentemente colite e cefalea, il frumento pure, ma anche problemi cutanei e sintomi respiratori (legati soprattutto ai derivati lievitati o fermentati)

Sovrappeso e infiammazione

Oggi, gli studi hanno osservato una forte correlazione tra i livelli di visfatina e di adiponectina e lo sviluppo contemporaneo di obesità e di reazioni allergiche (Sismanoupolos N et al, Allergy. 2013 Jan;68(1):8-15. doi: 10.1111/all.12043. Epub 2012 Oct 16).

Questo significa che chi mangia in maniera anomala, stimolando la resistenza insulinica (per esempio saltando la prima colazione, o mangiando zuccheri raffinati ad ogni pasto) stimola non solo l'ingrassamento ma sviluppa anche delle gravi rezioni allergiche. Tale conseguenza è dovuta la fatto che l'organismo ha superato il livello di soglia  di tolleranza e manda un segnale di allarme che necessità di essere preso in seria considerazione.

L'infiammazione determina un accumulo di acqua a livello extracellulare o ritenzione (come se ci fosse un incendio da spegnere) ed è principalmente causata:

-presenza di tossine o scorie alimentari e ambientali, farmaci

-presenza di alimenti di cui si è intolleranti

-eccesso di sale e zuccheri nell'alimentazione: salumi, formaggi, pane e prodotti da forno

L'infiammazione da cibo sembra essere sempre più responsabile di una serie di disturbi molto diffusi come l'artrite reumatoide, l'emicrania, il gonfiore addominale, la psoriasi e più recentemente anche l'ingrassamento. Attraverso il recupero della tolleranza alimentare e l'aiuto di prodotti naturali come i flavonoidi o gli oli che riequilibrano l'infiammazione è possibile controllare l'allergia e migliorare la sensibilità insulinica attivando il metabolismo.

Il Mineralogramma

Carenze di minerali? Intossicazione? Testiamolo con il Mineralogramma

 

Il Mineralogramma è l'analisi qualitativa e quantitativa dei minerali contenuti nel capello che permette di monitorare la presenza dei minerali nutrizionali e tossici nell'organismo. Il mineralogramma è riconosciuto dall'OMS e dall'EPA come strumento di elezione per il monitoraggio dei minerali critici.

L'analisi del capello indica la media dei minerali che hanno circolato nell'organismo negli ultimi tre mesi di vita. Questi valori rappresentano il deposito dei minerali a livello cellulare.

E' indicato per:

  • -intossicazione da metalli pesanti
  • -malattie degenerative
  • -monitoraggio della detossificazione
  • -controllo dei radicali liberi
  • -alterazione del sistema immunitario
  • -stato di nutrizione alterata (anoressia, bulimia, disbiosi croniche, ecc.)
  • -menopausa, osteoporosi
  • -sovrappeso, ritenzione
  • -medicina di prevenzione (individua squilibri minerali, o presenza di intossicazione cronica e permette di identificare il problema e porvi rimedio prima che insorgano i sintomi correlati)

Il Mineralogramma è un sistema efficace per evidenziare gli stati tossici dovuti ad esempio a inquinanti ambientali e domestici, che possono essere alla base di patologie latenti o conclamate

Per approfondimenti potete consultare il sito della  Driatec 

 

Come si esegue il Test?

Si effettua attraverso l'analisi del capello. Cioè i capelli (o peli ascellari) vengono prelevate poche quabtità in più punti dell'area della nuca e delle tempie a distanza di 3cm dalla cute. I capelli sono un tessuto organico molto stabile che racchiude tutti i minerali che passano attraverso il circolo sanguigno e che vengono inglobati dalle cellule. Il test è affidabile anche in presenza di capelli trattati con shampoo, balsami e tinture. E' capace di fornire informazioni su un periodo di tempo più lungo, evidenzia le attività degli ormoni, fornisce un panorama qualitativo e quantitativo dei minerali biologici e rileva minerali presenti in quantità ridottissime.

Il laboratorio che effettua l'analisi è il Doctors'Data uno dei più avanzati al mondo per tecnologia e il primo assoluto per qualità operativa.

Costo complessivo del prelievo e dell'analisi del mineralogramma è di 100 euro

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