Non riesci a dimagrire?

menopausa

Se non riesci a dimagrire nonostante dieta e sport, dovresti controllare i parametri ormonali, l’efficienza metabolica e i livelli di micronutrienti che regolano il consumo energetico. Quando l’organismo si trova in uno stato di blocco metabolico o di squilibrio endocrino, la restrizione calorica (che comunque non sempre risulta efficace) e l’attività fisica non bastano a stimolare la perdita di grasso.

Di seguito trovi l’elenco degli esami principali da discutere con il tuo medico o specialista di fiducia

1. Funzionalità Tiroidea

La tiroide regola il metabolismo basale. Un deficit nella produzione di questi ormoni (ipotiroidismo) rallenta drasticamente il consumo calorico giornaliero

  • TSH (Ormone Tireotropo): Il primo indicatore di ipotiroidismo.
  • FT3 e FT4 (Frazioni Libere): Gli ormoni attivi che regolano direttamente le cellule.

2. Assetto Glicemico e Insulinico

L’insulina è l’ormone che immagazzina i grassi. Se le tue cellule sono resistenti all’insulina (insulino-resistenza), il corpo produce più ormone del normale, bloccando di fatto la lipolisi (lo scioglimento dei grassi).

  • Glicemia a digiuno: Misura lo zucchero nel sangue.
  • Insulina a digiuno: Fondamentale per calcolare l’indice di insulino-resistenza.
  • Indice HOMA: Un calcolo matematico basato su glicemia e insulina che identifica la resistenza insulinica anche quando la glicemia è normale.
  • Emoglobina Glicata (HbA1c): Indica la media della glicemia negli ultimi 3 mesi.

3. Ormoni dello Stress e Ormoni Sessuali

Lo stress cronico e gli squilibri riproduttivi alterano la distribuzione del tessuto adiposo, favorendo l’accumulo sulla pancia.

  • Cortisolo salivare: Conosciuto come l’ormone dello stress. Se costantemente alto, distrugge la massa muscolare e favorisce la ritenzione e l’accumulo di grasso viscerale.
  • DHEAS, Testosterone, Progesterone ed Estradiolo: Utili per escludere condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) nelle donne, che causa un forte blocco del calo ponderale

4. Carenze Micronutrizionali e Infiammazione

La carenza di alcune sostanze essenziali impedisce ai mitocondri di convertire i nutrienti in energia in modo efficiente.

  • Vitamina D: Una sua carenza è strettamente associata all’obesità, all’insulino-resistenza e alla difficoltà di dimagrimento.
  • Sideremia, Ferritina e Transferrina: Valutano le riserve di ferro. Livelli bassi causano stanchezza cronica e riducono l’efficacia dell’allenamento.
  • PCR (Proteina C Reattiva): Evidenzia uno stato di infiammazione sistemica di basso grado, tipica del blocco metabolico

In menopausa, il calo drastico degli estrogeni altera profondamente il metabolismo. Questo cambiamento favorisce l’insulino-resistenza, rallenta il metabolismo basale e sposta l’accumulo di grasso dalle cosce all’addome (grasso viscerale)

Per sbloccare il peso in questa fase, la restrizione calorica da sola non basta e può anzi peggiorare la situazione.
La strategia migliore si basa su quattro pilastri scientifici:

1. Modulare i Carboidrati (Gestione dell’Insulina) Poiché il corpo tollera meno gli zuccheri, bisogna evitare i picchi glicemici che bloccano il dimagrimento

2. Aumentare la Quota Proteica La carenza di estrogeni accelera la perdita di massa muscolare (sarcopenia), che è il vero “motore” del tuo metabolismo

3. Cambiare Tipo di Allenamento (Forza > Cardio). Fare solo attività aerobica (come ore di corsa o camminata) in menopausa non è sufficiente e può aumentare il cortisolo.

  • Allenamento contro resistenze: Dedica almeno 2 sedute a settimana a esercizi con i pesi, macchinari o a corpo libero (es. pilates avanzato, calisthenics). Sfidare il muscolo è l’unico modo per preservarlo e contrastare l’osteoporosi.
  • Attività aerobica moderata: Mantieni le camminate a passo svelto o il nuoto per la salute cardiovascolare, ma usali come complemento e non come unica attività

4. Scegliere i Grassi Alleati. I grassi non vanno eliminati, ma selezionati per la loro azione antinfiammatoria e di supporto ormonale.

  • Omega-3 e grassi buoni: Privilegia l’olio extravergine di oliva a crudo, l’avocado e la frutta secca (noci, mandorle) in porzioni controllate.
  • Pesce grasso: Consuma salmone, sgombro e sarde per proteggere il cuore e migliorare la sensibilità all’insulina.

Per ulteriori consigli personalizzati e specifici è necessario un percorso nutrizionale mirato.